
Due violenze sessuali in soli quaranta minuti. La seconda vittima ha tredici anni. Il colpevole, titolare di un minimarket a Torino, finisce in manette. Ma il Giudice per le Indagini Preliminari lo scarcera dopo appena quarantotto ore. Da ieri è libero. Il tribunale impone solo un banale obbligo di firma. Come si spiega una decisione simile? Il nostro sistema penale considera il carcere l'estrema ratio. Il GIP applica il principio e motiva il rilascio con tre elementi tecnici. Primo: l'uomo è incensurato. Per la legge, la fedina penale pulita attenua il rischio di reiterazione del reato. Secondo: l'indagato ha collaborato. Ha consegnato i video delle telecamere alla Polizia. Questo esclude il pericolo di inquinamento delle prove. Terzo: ha mostrato resipiscenza. In udienza ha dichiarato di essere dispiaciuto. Il giudice valuta tale pentimento e lo choc del breve arresto come un deterrente sufficiente. Il diritto però deve regolare la vita reale, non trasformarsi in un freddo calcolo burocratico. Analizziamo i fatti. Consegnare i video del proprio negozio, con gli agenti già sul posto, non dimostra un reale ravvedimento. È la resa di un uomo senza più vie di fuga. E il pentimento? L'indagato pronuncia la parola "scusa", ma nella stessa udienza si avvale della facoltà di non rispondere. È un pentimento di comodo, utile ad aprire la cella, ma incapace di giustificare la ferocia di due aggressioni. Un individuo che abusa di due donne a distanza di pochi minuti mostra una evidente pulsione seriale. Il Pubblico Ministero aveva chiesto la detenzione per il pericolo concreto di nuovi abusi. Se la prigione sembrava una misura troppo estrema, il Codice offriva una alternativa sicura e proporzionata: gli arresti domiciliari. L'obbligo di firma appare una misura ridicola per reati di questa gravità. Questa decisione lascia un aggressore seriale libero di camminare sulle stesse strade della tredicenne a cui ha distrutto la serenità. Le garanzie per l'indagato sono principi fondamentali. Ma la tutela della società non può mai passare in secondo piano. Il PM presenterà ricorso. Cosa pensate di questo provvedimento? #legge #diritto #cronaca #giustizia #torino
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